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Come vi sentireste alla giuda di una macchina vecchia di 10 anni fa?
Ebbene sappiate che ancora il 10% di voi viaggia con la macchina dei Flinstone! Questa percentuale di utenti continua ad utilizzare Internet Explorer 6 senza rendersi conto di quanto sia ormai vecchio ed obsoleto. Ecco a voi i 6 motivi per abbandonare ie6:
- nativamente non supporta la comodissima navigazione a schede (tabbed browsing) ma bisogna installare il plug-in MSN;
- ha scarsa conformità agli standard web definiti dal World Wide Web Consortium (W3C);
- persino youtube non supporta più ie6, almeno per quanto riguarda le nuove funzionalità sviluppate;
- dopo l’attacco a Google la Microsoft stessa vuole che ie6 sia abbandonato in favore di una versione più recente e/o abilitare DEP per evitare che ie6 vada a scrivere in aree di memoria di altri processi, e così permettere ad un hacker di prendere il controllo del computer;
- gli esperti di Germania, Francia e Australia hanno consigliato all’utenza di abbandonare o aggiornare ie6;
- se tutto questo non vi basta fatelo per aiutare i tanti lavoratori del settore che sono ormai esasperati dall’innumerevole tempo che viene dedicato a rendere i siti decentemente visibili su ie6, come testimoniano i titoli degli articoli “Come sopportare IE6 e vivere felici“, “Campaigns to kill the web browser that just won’t die: Internet Explorer 6” e le iniziative spontanee nate sul web come “End 6!“, “IE6 Must Die“, “IE6 No More“, “IE6 Update“.
I lavoratori del settore, per ringraziarvi, saranno ben felici di ricambiarvi dedicando quel tempo allo sviluppo di funzionalità aggiuntive e più piacevoli da farvi fruire.
In sintesi se vogliamo evitare che un hacker entri nei nostri computer personali o aziendali chiediamo una mano a chi ne sa più di noi e lasciamo riposare in pace ie6!
Google TV è la nuova esperienza pensata per la televisione che combina la TV che ami con la libertà e la potenza di internet.
“La vera novità starà nel poter cercare contenuti: se la Apple TV permette di godere i video di YouTube e i propri file multimediali direttamente dal divano, è quasi inutile essere connessi alla Rete per via della mancanza della funzione di ricerca. Molti decoder di IpTV non sono abilitati a cercare contenuti al di fuori dell’interfaccia che è stata programmata, anche se comprende sia flusso che on demand.
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Google ha annunciato una importante modifica relativa alla policy con cui si regola l’utilizzo dei marchi all’interno delle pubblicità sui canali AdSense e AdWords. Il tutto giunge a seguito della precedente sentenza della Corte di Giustizia Europea che va a regolamentare in modo nuovo il comparto, slegando le keyword dalla violazione del copyright e consentendo così un utilizzo concorrenziale dei marchi altrui per la propria promozione.
“Attivo a partire dal 14 settembre, questo aggiornamento delle policy permetterà alle aziende che fanno pubblicità su Google in Europa di utilizzare i marchi come parole chiave.
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Nella guerra tra i giganti il confronto è spesso mediatico.
Tra Microsoft e Apple, non si combatte solo a colpi di funzioni aggiornate e sistemi operativi sempre più avanzati. Più volte le due aziende si sono prese gioco l’una dell’altra lanciando campagne pubblicitarie dove più che lodare le caratteristiche del proprio prodotto, si punta a screditare quello del rivale, coinvolgendo anche i clienti dello stesso.
Proponiamo alcuni esemplari spot pubblicitari.
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Per anni, ci hanno ripetuto la cantilena “la gente compra ascoltando il parere degli amici”, “la gente compra informandosi sui social media”. La cosa sembra supportata anche da illustri ricerche, come quella di Nielsen (datata Aprile 2009) che mostra come i massimi livelli di trust sono presenti nei consigli di persone conosciute (90%) e nelle opinioni postate online (70%). E anche in quella di Gartner dello scorso mese, dove si dice che i consumatori sono sempre più influenzati dalle reti sociali. Ma c’è un report che va in tutt’altra direzione.
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Come può un’operazione di marketing incrociare la “voglia d’acquisto” delle persone?
Fino a qualche tempo fa si pensava, a volte lo si pensa ancora oggi, che fare pubblicità, fare comunicazione o fare marketing significhi possedere semplicemente l’intelligenza linguistica, come la definiva Gardner.
Oggi non basta più!
Ecco allora che è necessario possedere quello che H.Gardner definisce come intelligenza interpersonale.
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